Acido tranexamico per melasma e macchie: benefici, sicurezza e utilizzo

L’acido tranexamico è un principio attivo sempre più utilizzato nei trattamenti cosmetici contro il melasma, le macchie scure e l’iperpigmentazione del viso.

Sebbene questa molecola sia associata a un possibile aumento del rischio di trombosi quando viene assunta per via orale come farmaco, il suo impiego topico attraverso creme e sieri presenta caratteristiche molto diverse.

È quindi fondamentale distinguere tra l’assunzione sistemica dell’acido tranexamico e l’applicazione locale sulla pelle. Nei cosmetici, infatti, il Tranexamic Acid è considerato uno dei principi attivi più interessanti per migliorare il melasma, compresa la cosiddetta “maschera della gravidanza”, e rendere l’incarnato più uniforme.

Perché l’acido tranexamico usato sulla pelle è considerato sicuro?

La sicurezza dell’acido tranexamico dipende soprattutto dalla modalità di utilizzo.

Quando viene assunto per bocca, entra nella circolazione sanguigna e produce un’azione sistemica. Quando viene applicato sulla pelle sotto forma di siero o crema, invece, esercita prevalentemente un’azione locale, con un assorbimento sistemico molto più limitato.

Questa differenza è importante per comprendere perché i rischi associati all’acido tranexamico orale non possano essere automaticamente attribuiti ai cosmetici che lo contengono.

Exacyl e acido tranexamico orale: quale rischio comportano?

Exacyl è un medicinale contenente acido tranexamico utilizzato come trattamento antiemorragico.

Può essere prescritto, per esempio, in caso di:

  • mestruazioni particolarmente abbondanti;
  • sanguinamenti dopo alcuni interventi chirurgici;
  • emorragie conseguenti a procedure odontoiatriche;
  • altre condizioni caratterizzate da un’eccessiva perdita di sangue.

L’acido tranexamico orale agisce rallentando la dissoluzione dei coaguli. Per questo motivo deve essere utilizzato esclusivamente sotto controllo medico, soprattutto nelle persone con precedenti episodi di trombosi, disturbi della coagulazione o altri fattori di rischio cardiovascolare.

Una particolare cautela può essere necessaria anche nelle donne che utilizzano contraccettivi ormonali.

Differenza tra assorbimento sistemico e azione locale

Nei cosmetici, l’acido tranexamico compare nell’elenco degli ingredienti con la denominazione INCI “Tranexamic Acid”.

In questa forma viene inserito in sieri, creme e trattamenti antimacchia da applicare direttamente sulla pelle. L’azione è prevalentemente locale e l’esposizione sistemica è notevolmente inferiore rispetto a quella determinata dall’assunzione orale.

Gli studi disponibili sull’utilizzo topico nel melasma descrivono generalmente una buona tollerabilità, con effetti indesiderati soprattutto locali e di lieve entità, come secchezza, arrossamento o irritazione temporanea. Alcuni studi clinici hanno valutato formulazioni contenenti acido tranexamico al 3% o al 5%, riscontrando una riduzione della pigmentazione e un profilo di sicurezza favorevole.

Non è tuttavia corretto affermare che qualsiasi cosmetico sia completamente privo di rischi: la sicurezza dipende anche dalla concentrazione, dalla formulazione, dalla modalità di applicazione e dalle condizioni individuali della pelle.

Acido tranexamico al 3% o al 5% contro il melasma

Le concentrazioni di acido tranexamico topico più frequentemente studiate per il trattamento del melasma sono comprese tra il 3% e il 5%.

Queste formulazioni possono contribuire a:

  • attenuare gradualmente le macchie scure;
  • uniformare il colorito;
  • migliorare il melasma;
  • ridurre l’iperpigmentazione post-infiammatoria;
  • rendere l’incarnato più luminoso.

Gli studi clinici indicano che l’acido tranexamico topico può rappresentare un’opzione utile nel trattamento del melasma, anche se la risposta varia da persona a persona e i risultati richiedono costanza.

Come agisce l’acido tranexamico sulle macchie pigmentarie?

Il meccanismo d’azione dell’acido tranexamico spiega la sua efficacia contro alcune forme di iperpigmentazione.

Il TXA interferisce con il sistema plasmina-plasminogeno, coinvolto nei processi infiammatori e nella comunicazione tra le cellule della pelle e i melanociti, cioè le cellule responsabili della produzione di melanina.

L’esposizione ai raggi UV, le variazioni ormonali e l’infiammazione possono favorire un’eccessiva produzione di melanina. Riducendo determinati segnali che stimolano i melanociti, l’acido tranexamico può contribuire a limitare la formazione di nuove pigmentazioni e ad attenuare progressivamente quelle già presenti.

La sua azione può essere utile soprattutto in caso di:

  • melasma;
  • macchie solari;
  • iperpigmentazione post-acne;
  • macchie post-infiammatorie;
  • discromie cutanee;
  • colorito irregolare.

Come inserire l’acido tranexamico nella skincare routine

L’acido tranexamico può essere utilizzato da solo oppure associato ad altri principi attivi schiarenti e antiossidanti.

Generalmente, un siero con acido tranexamico viene applicato dopo la detersione e prima della crema idratante. La frequenza di utilizzo dipende dalla formulazione e dalla sensibilità della pelle.

Per ottenere risultati più evidenti è fondamentale associare quotidianamente una protezione solare ad ampio spettro, preferibilmente con SPF 50, soprattutto in presenza di melasma o iperpigmentazione.

Acido tranexamico e niacinamide contro le macchie

L’associazione tra acido tranexamico e niacinamide può offrire un’azione sinergica contro le discromie.

La niacinamide contribuisce a migliorare la funzione della barriera cutanea, regolare la produzione di sebo e ridurre il trasferimento della melanina verso gli strati superficiali della pelle.

Un trattamento intensivo antimacchia può quindi combinare:

  • acido tranexamico;
  • niacinamide;
  • vitamina C;
  • ingredienti idratanti e lenitivi.

Questi principi attivi possono agire insieme per attenuare le macchie pigmentarie, migliorare i segni post-acne e rendere l’incarnato più uniforme e luminoso.

Le formulazioni leggere ed emulsionate possono adattarsi a diversi tipi di pelle ed essere utilizzate, a seconda del prodotto, sia come siero sia come trattamento quotidiano.

Acido azelaico e acido tranexamico per macchie e arrossamenti

L’associazione tra acido azelaico e acido tranexamico può essere particolarmente interessante per le pelli che presentano contemporaneamente:

  • macchie scure;
  • arrossamenti;
  • infiammazione;
  • imperfezioni;
  • produzione eccessiva di sebo;
  • colorito non uniforme.

Un trattamento schiarente può, per esempio, combinare il 3% di acido tranexamico con il 12% di acido azelaico e altri ingredienti lenitivi e nutrienti.

L’acido azelaico esercita un’azione antinfiammatoria, seboregolatrice e uniformante, mentre l’acido tranexamico interviene sui meccanismi coinvolti nella pigmentazione.

La combinazione può quindi contribuire a calmare la pelle, attenuare le macchie e migliorare progressivamente l’uniformità dell’incarnato.

Acido tranexamico e maschera LED per il viso

L’acido tranexamico può essere inserito anche in una routine cosmetica associata alla fotobiomodulazione con luce LED.

Una maschera LED per il viso utilizza specifiche lunghezze d’onda luminose per sostenere i naturali processi cutanei. A seconda del dispositivo e del protocollo utilizzato, può essere impiegata per migliorare l’aspetto di:

  • rughe e linee sottili;
  • arrossamenti;
  • incarnato spento;
  • imperfezioni;
  • ridotta tonicità della pelle.

Dopo la maschera LED è possibile applicare un prodotto lenitivo o antimacchia contenente acido tranexamico, purché la pelle non risulti irritata e il cosmetico sia compatibile con il trattamento eseguito.

Non tutti i dispositivi LED sono uguali: potenza, lunghezza d’onda, distanza dalla pelle e durata dell’esposizione possono influire sui risultati.

FAQ sull’acido tranexamico

Il siero con acido tranexamico è pericoloso insieme alla pillola?

L’utilizzo di un cosmetico contenente acido tranexamico è diverso dall’assunzione orale del farmaco.

L’applicazione topica comporta un’esposizione sistemica molto più bassa e, negli studi sul melasma, non è stata associata agli stessi rischi trombotici descritti per l’utilizzo orale.

Tuttavia, chi presenta una storia personale di trombosi, disturbi della coagulazione o importanti fattori di rischio dovrebbe chiedere consiglio al medico prima di utilizzare prodotti ad alta concentrazione o preparazioni galeniche.

La forma orale dell’acido tranexamico, invece, deve essere sempre prescritta e controllata da un professionista sanitario.

Si può usare l’acido tranexamico in estate?

L’acido tranexamico non è considerato un ingrediente fotosensibilizzante e può generalmente essere utilizzato anche durante l’estate.

La protezione solare rimane comunque indispensabile. L’esposizione ai raggi UV e alla luce visibile può infatti aggravare il melasma e favorire la comparsa di nuove macchie.

È consigliabile applicare ogni mattina una protezione solare ad ampio spettro con almeno SPF 30, preferibilmente SPF 50 in caso di melasma, rinnovandola durante la giornata quando necessario.

Dopo quanto tempo si vedono i risultati sulle macchie?

I tempi dipendono dal tipo e dalla profondità della pigmentazione, dalla concentrazione del prodotto, dalla costanza di applicazione e dall’utilizzo della protezione solare.

In genere, i primi miglioramenti possono comparire dopo alcune settimane, mentre una valutazione più attendibile richiede spesso tra 8 e 12 settimane di utilizzo regolare.

Il melasma è una condizione cronica e recidivante: anche quando le macchie migliorano, è necessario continuare a proteggere la pelle dal sole e mantenere una routine adeguata.

L’acido tranexamico può essere usato in gravidanza?

L’acido tranexamico topico viene talvolta proposto contro il melasma gravidico perché l’assorbimento sistemico attraverso la pelle dovrebbe essere limitato.

Tuttavia, i dati specifici sull’impiego cosmetico durante la gravidanza non sono ancora sufficienti per affermare che possa essere utilizzato senza alcuna precauzione.

Durante la gravidanza o l’allattamento è quindi opportuno consultare il ginecologo o il dermatologo prima di iniziare un prodotto contenente acido tranexamico, soprattutto se ad alta concentrazione.

L’acido tranexamico orale non deve invece essere assunto autonomamente per finalità estetiche e può essere utilizzato in gravidanza solamente quando esiste una precisa indicazione medica.

Il TXA può provocare irritazioni?

L’acido tranexamico è generalmente ben tollerato e tende a essere meno irritante rispetto a molti acidi esfolianti.

In alcuni casi può comunque provocare:

  • lieve bruciore;
  • secchezza;
  • rossore;
  • prurito;
  • irritazione temporanea.

Chi ha una pelle particolarmente sensibile può iniziare applicando il prodotto a giorni alterni ed effettuando preventivamente un test su una piccola area.

In caso di irritazione persistente, gonfiore o reazione cutanea importante, è necessario sospendere l’applicazione e rivolgersi a un medico.

Conclusioni

L’acido tranexamico topico è un principio attivo promettente per il trattamento cosmetico del melasma, delle macchie scure e dell’iperpigmentazione post-infiammatoria.

La sua applicazione sulla pelle presenta caratteristiche molto diverse rispetto all’assunzione orale del farmaco e gli studi disponibili ne indicano generalmente una buona tollerabilità nelle concentrazioni cosmetiche più utilizzate.

Per ottenere risultati soddisfacenti è necessario scegliere una formulazione adatta al proprio tipo di pelle, applicarla con costanza e utilizzare quotidianamente una protezione solare ad ampio spettro.

In presenza di melasma esteso, macchie persistenti, gravidanza, allattamento o precedenti problemi di coagulazione, è sempre consigliabile richiedere una valutazione medica o dermatologica personalizzata.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico o del dermatologo.

Acaia Medical Center

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